FAQ

In questa sezione diamo le risposte alle domande più frequenti.

CHI E IL SOCIAL INNOVATION CITIZEN?

Il Social Innovation Citizen è un giovane di età compresa tra i 18 ed i 30 anni, residente in Italia, che intende condividere in rete il proprio progetto di innovazione sociale ed entrare in contatto con altri innovatori che hanno idee simili alla sua o che destano la sua curiosità. L’obiettivo è quello di agevolare le connessioni tra Social Innovation Citizens, creando una rete che possa generare un effetto moltiplicatore delle migliori pratiche di innovazione sociale ed essere di stimolo per altre persone, specie per i più giovani.

CHE COS’E L’INNOVAZIONE SOCIALE?

L’espressione innovazione sociale è oggi genericamente utilizzata per riferirsi ad interventi che, anche se diversi tra loro, condividono la volontà di arginare le conseguenze sociali della crisi economica attraverso soluzioni innovative. Innovazione sociale significa quindi cambiare il modo di rispondere ai problemi: più collettivo e sempre più capace di creare nuove collaborazioni e partenariati in grado di generare miglioramenti sociali e di accrescere il raggio di azione per la società, specie per le giovani generazioni

La figura del Social Innovation Citizen è retribuita?

La rete dei Social Innovation Citizen (SIC) nasce da un processo dal basso, si tratta di un movimento su base volontaria. Il SIC non percepisce alcuna retribuzione ma ha la possibilità di entrare in contatto con tutti gli attori che, a vario titolo, si occupano di innovazione sociale: altri giovani, le imprese, le istituzioni, le università, il terzo settore. Un arricchimento relazionale e personale che può contribuire a creare nuove opportunità di conoscenza ed occupazionali.

Come si diventa Social Innovation Citizen?

Chi intende diventare Social Innovation Citizen (SIC) deve registrarsi al portale e caricare il proprio progetto ad impatto sociale. Il progetto sarà sottoposto, entro 30 giorni dalla data di caricamento, ad un comitato di esperti che ne valuteranno le caratteristiche di innovazione sociale e che assegneranno l’idoneità o meno ad entrare nella rete dei SIC.

Come sono stati scelti i primi Social Innovation Citizen?

I primi Social Innovation Citizen (SIC) sono stati individuati attraverso un lavoro di ricerca e di mappatura realizzato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani, in collaborazione con l’Associazione ItaliaCamp, e sono stati sottoposti ad una valutazione di idoneità da parte di un comitato di esperti che hanno assegnato agli ideatori il titolo di SIC.

Che rapporto c’è tra i NEET ed i Social Innovation Citizen?

I NEET – Not (engaged) in Education, Employment or Training – sono quelle persone non impegnate nello studio, né nel lavoro, né nella formazione. Istituendo la figura del Social Innovation Citizen (SIC), l’Agenzia Nazionale per i Giovani e l’Associazione ItaliaCamp intendono dare ai NEET la possibilità di valorizzare le loro idee di innovazione sociale, inserendoli in una rete che favorisca la ricerca di nuovi stimoli e di nuove possibilità occupazionali. Diventare ambasciatore di innovazione sociale vuol dire entrare in contatto con altri giovani, con i quali confrontarsi e scambiarsi idee, ma anche conoscere nuove realtà: le imprese, le istituzioni, le università, il terzo settore e tutti gli attori che ruotano intorno all’ecosistema dell’innovazione sociale.

Il Social Innovation Citizen dipende dall’Agenzia Nazionale per i Giovani?

Non c’è alcun rapporto di dipendenza tra il Social Innovation Citizen e l’Agenzia Nazionale per i Giovani: quest’ultima ha il ruolo di facilitatrice affinché i giovani innovatori sociali possano entrare in contatto tra di loro, avvicinandoli a quanti hanno esperienza nel campo e a coloro che possono agevolare la trasformazione di un progetto in qualcosa di reale e tangibile

Perché l’Agenzia Nazionale per i Giovani e l’Associazione ItaliaCamp promuovono la rete dei Social Innovation Citizen?

Costituendo la rete dei Social Innovation Citizen (SIC), l’Agenzia Nazionale per i Giovani e l’Associazione ItaliaCamp intendono fornire alle giovani generazioni un ulteriore strumento per aumentare il loro livello di cittadinanza attiva, di partecipazione e di sviluppo del capitale sociale. Per entrambe, la valorizzazione dei processi collaborativi come leve per rispondere ai problemi sociali rappresenta un obiettivo condiviso che va rafforzato soprattutto tra le generazioni più giovani e sul territorio