19 ott Crescita felice: una visione del mondo sostenibile

Negli ultimi anni il nostro vocabolario è cambiato non poco e non solo per l’inserimento di termini inglesi e legati al mondo di internet: dai nomi propri di tutti i social network con cui abbiamo a che fare quotidianamente a parole come selfie che fino a pochi anni fa neppure esistevano e oggi sono di uso più che comune.

Allo stesso tempo, anche termini che esistono da sempre hanno cambiato accezione o si sono caricati di significati nuovi e differenti. Basta ad esempio pronunciare la parola crisi per pensare subito all’aggettivo economica, come a sottolineare che questo termine sia stato così tanto immagazzinato all’interno di un certo immaginario che diventa ormai difficile considerarne tutte le restanti (e tempo fa principali) sfumature.

Ma se il temine crisi ha assunto questi foschi contorni economici, anche una parola appartenete al lato opposto dell’immaginario valoriale e semantico, come crescita è stata caratterizzata dallo stesso percorso evolutivo. Tuttavia non dobbiamo incorrere nell’errore di ritenere tutti questi termini relegati al vocabolario economico. La Crescita infatti, se è indelebilmente legata a termini come occupazione, PIL, etc è anche e in primo luogo associabile alla sfera più privata della persona.

Forse, allora è proprio da questo ritorno a una prospettiva più umana che bisogna ripartire per migliorare la nostra condizione di cittadini; ed è questa la prospettiva immaginata dal Festival della Crescita di Milano. Quattro giorni (dal 15 al 18 ottobre, Palazzo delle Stelline) in cui il tema della crescita verrà affrontato trasformandolo da enigma economico a sfida evolutiva, culturale e produttiva per creare un circolo virtuoso tra i protagonisti della crescita e dello sviluppo, ognuno nel proprio campo, siano essi imprese o creativi, cittadini o istituzioni, studenti o professionisti; con lo scopo di seminare cultura per raccogliere innovazione, e soprattutto per una crescita felice del Sistema Italia.

Redazione